Controllo di Gestione: i numeri che contano

Controllo di Gestione

I numeri che contano

 

La crisi ha reso indispensabile disporre di un sistema di controllo della gestione che fornisca informazioni tempestive e mirate sull’andamento della liquidità e della redditività aziendale. In questo contesto mutato e variabile, la capacità delle imprese di competere dipende sempre di più dal saper utilizzare rapidamente tutte le informazioni utili presenti in azienda, per questo diventa fondamentale porsi obiettivi realistici e adottare metodologie e strumenti che supportino le decisioni. Ne parla l’ing. Giuseppe Volta, Amministratore Delegato di EID, in questa intervista rilasciata a YouTrade.

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Domanda. Il must per un imprenditore, ieri come oggi, rimane la capacità di misurare i risultati della propria impresa con più precisione e accuratezza possibile: per raggiungere questo obiettivo si può prescindere dalle tecnologie informatiche?

Risposta. Le aziende ormai producono enormi quantità di dati che hanno bisogno di essere gestiti in maniera rapida e immediata ed è evidente che carta, penna e calcolatrice, non sono più sufficienti. Tipicamente, però, l’imprenditore è dotato di una forte sensibilità commerciale, ma molto spesso è impreparato a cogliere le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie, quindi la vera sfida è fornirgli il prodotto giusto, puntando su ciò che è realmente indispensabile per la sua attività e creando valore. Nel nostro lavoro, capita sovente di incontrare PMI che non hanno un sistema informativo e, anche quando ne dispongono, tendono a non sfruttare tutti quei dati che, se correttamente interpretati, potrebbero consentire di ottimizzare la gestione aziendale, sia a livello economico, sia a livello finanziario. Oggi, infatti, la capacità delle imprese di competere dipende anche dalla capacità di utilizzare rapidamente tutte le informazioni utili presenti in azienda e diventa fondamentale adottare metodologie e strumenti che supportino le decisioni, attraverso la pianificazione strategica e aziendale, il controllo direzionale e il reporting. Aggiungo, inoltre, che la logica diffusa è che l’informatizzazione dei sistemi sia una necessità esclusiva delle grandi aziende, ma non è così: anche le piccole e medie imprese, che rappresentano la maggioranza delle realtà imprenditoriali italiane, possono beneficiare delle nuove tecnologie, a patto di essere accompagnate nel processo dell’innovazione.

D. Un tempo si diceva che il miglior alleato dell’imprenditore fosse l’intuito, una grande risorsa, ma che oggi deve essere supportata da numeri, dati, previsioni, obiettivi e analisi. È possibile individuare un metodo di controllo one-size-fits-all?

R. Non esistono sistemi di controllo di gestione universalmente validi e applicabili a qualsiasi azienda: ognuna di esse è caratterizzata da fattori critici che ne condizionano il successo competitivo e anche il sistema di controllo va progettato tenendo conto degli elementi distintivi che caratterizzano ogni organizzazione. Non a caso, il controllo di gestione viene spesso paragonato a un abito sartoriale, confezionato ad hoc e suscettibile di modifiche qualora si manifesti la necessità. In questo contesto, EidCogest è un software che si adatta perfettamente a qualsiasi sistema di controllo, poiché fornisce un’ampia copertura funzionale sulla base di criteri di efficacia ed efficienza gestionale studiati ad hoc per ogni specifica realtà d’impresa. Un altro vantaggio di questo modulo è l’integrazione con il sistema gestionale Microsoft Dynamics NAV ma, allo stesso tempo, la flessibilità di poter essere utilizzato anche come strumento stand-alone, inserendo i dati manualmente o con acquisizione automatica da procedure di terze parti.

D. Quale consiglio possiamo dare a un’impresa che si affaccia al mondo del controllo di gestione?

R. Innanzitutto, come scrive il professor Alberto Bubbio, è sempre opportuno «ricordarsi che non c’è controllo senza obiettivi». E gli obiettivi devono essere raggiungibili, realistici e misurabili: devono richiedere uno sforzo sempre e comunque alla portata dell’azienda. Se poniamo il focus sul miglioramento della redditività, che poi è il principale obiettivo di ogni impresa, lo step fondamentale è passare dalla valutazione della performance aziendale nel suo complesso all’analisi delle prestazioni delle diverse componenti. È rischioso valutare l’andamento aziendale sulla base dei soli indicatori globali perché questi sono il risultato della media ponderata dei risultati economici e finanziari generati dalle singole componenti: un valore medio positivo può in realtà celare la negatività di alcuni fattori che lo determinano.

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